Carter Lucca, 5 luglio 2009 - dopo un lungo inseguimento, che durava ormai da diversi anni, siamo finalmente riusciti a organizzare un incontro segreto con il batterista piu´ imprendibile del momento. Stiamo parlando di Carter Beauford, il motore che spinge in modo meraviglioso una delle band piu´ originali e autentiche dell´intero panorama musicale: la dave matthews band. L´occasione e´ quella dell´attesissimo concerto a lucca, che ha segnato il ritorno in Italia della band di charlottesville, dopo circa undici anni di attesa, con un tour a supporto di Big Whiskey and the GrooGrux King, il nuovo bellissimo cd di Matthews e soci.

L´appuntamento é per le cinque del pomeriggio, a lato del palco: vengo preso e portato in una bellissima sala di un antico palazzo dove, oltre a un insopportabile caldo, abbiamo occasione di incontrare il boss, Dave Matthews, che molto educatamente risponde alle domande di un gruppo abbastanza ristretto di giornalisti (i quali, a dir la verità, non fanno nulla per stimolare la conversazione). Mentre assisto a questo spettacolo, vengo chiamato da parte da un membro dello staff della band, che mi accompagna dritto nei camerini: aria condizionata e stile medio orientale, un meraviglioso silenzio e una tranquillità incredibile.

Scostiamo l´ultima tenda e, nella luce soffusa, finalmente scorgo Carter Beauford, già informato di ciò che sta per succedergli.

Carter é intento a scrivere un lungo sms ma, nonostante questo, mi accoglie con un sorriso e un entusiasmo davvero contagiosi, pur non avendomi mai visto prima. Scherziamo sul suo sms, e iniziamo immediatamente a parlare del più e del meno. Quello che mi colpisce positivamente, oltre all´estrema disponibilità e gentilezza, é il suo incredibile entusiasmo, quasi fosse un adolescente ardente di passione. Carter é un vero fan della batteria, dei batteristi e della musica in particolare, nonché della sua stessa band! Abbiamo a disposizione venti minuti, che diventano quarantacinque con estrema facilità, data la natura della conversazione, fatta di ripetuti scambi di opinione. Mi é davvero sembrato di parlare con uno dei miei amici, con la stessa passione nel raccontarsi le storie fatte di musica e di batteristi. Carter é esattamente cosi. Non si risparmia mai, nemmeno quando parla e cerca di spiegare con precisione i propri concetti e le proprie idee, facendolo in modo estremamente educato, senza mai volersi imporre, e con grande rispetto dell´interlocutore che ha di fronte. Carter é sicuramente la persona più amabile e ´vicina´ che abbia mai incontrato; quanto segue, più che uníintervista, é una conversazione abbastanza intensa in cui si é parlato andando davvero in fondo alle cose, senza tralasciare nulla: se non fossimo stati interrotti, avremmo potuto continuare per molto, molto tempo ancora. Mentre esco dal camerino, Carter continua a parlare cercando il mio sguardo, fino alla mia scomparsa dietro la tenda, ovviamente con quel gran sorriso che tutti conosciamo.

Un bellissimo ricordo che porterò sempre con me, fino al prossimo incontro, ovviamente...

Carter, perché ci avete messo cosi tanto tempo per tornare in Italia? So che non é colpa vostra!

(Risate) E´ qualcosa che volevamo fare da cosi tanto tempo! Fammi ricordare... L´ultima volta che siamo stati qui era..

Carter ... Il 1998..

Si, esatto! Tanto tempo fa, troppo (piccola pausa per permettere a Carter di finire di mandare un sms, nda)...

Devo confessarti di essere particolarmente eccitato nel vedervi suonare questa sera, specialmente dopo aver ascoltato più volte il vostro nuovo album, che considero uno dei più belli in assoluto.

Lo credo anch´io.

In questo nuovo lavoro il suono della batteria, insieme al tuo drumming, é davvero molto in evidenza, più che nei lavori precedenti. So che Rob Cavallo, che ha prodotto questo cd, é totalmente innamorato del tuo modo di suonare..

Sai, c´é sempre stata l´intenzione di concentrarci in modo maggiore sull´aspetto batteristico della nostra musica. Quando ascolto ciò che fanno Dave, Stefan, Boyd -e Leroi, quando era ancora con noi- e ti assicuro che li ascolto in continuazione, copio tutto ciò che fanno. Di solito tutte le cose più immediate e rumorose vengono tagliate fuori dalle registrazioni finali, per motivi di produzione, e questo mi disturba parecchio, perché la gente non potrà mai ascoltare quei momenti in cui si instaura una vera conversazione musicale. Questa volta é stato diverso, e ci siamo concentrati molto su ogni strumento, e in particolar modo sulla batteria e su ogni componente del set. Ecco perché nel disco si possono ascoltare molti di quei momenti di cui parlo. Sono davvero molto contento di questo nuovo lavoro, perché ognuno di noi era incredibilmente concentrato, e si é data molta importanza alla creatività di ognuno di noi. Eravamo tutti sulla stessa lunghezza d´onda, e andavamo tutti nella stessa direzione, cosi tutto ha funzionato alla grande.

Se poi scendiamo nel particolare, devo dirti che il tuo uso cosi particolare dello hi-hat questa volta é davvero fantastico, molto più che nei precedenti lavori... A volte sembra che stia un po´ dentro e un po´ al di fuori del groove, ma é sempre li: é una sensazione molto particolare e difficile da spiegare...

Si,si... capisco benissimo di cosa parli. E´ una di quelle cose che ho sentito fare da molti altri batteristi e mi sono letteralmente innamorato di questo stile. Credo che tutte quelle sincopi e il modo di suonare broken (spezzato, nda) rompa la monotonia del groove. Sai, suonare sempre e solo sui quarti può andar bene per alcune canzoni e non per altre, in cui uso questo modo di suonare lo hi-hat proprio per instaurare una sorta di conversazione musicale, non solo con i ragazzi della band, ma anche con il pubblico, quando sono su un palco. Per me si basa tutto su questo aspetto. Credo che ciò aggiunga interesse alla musica. Se fai una conversazione e usi sempre le stesse parole, dici sempre le stesse cose, in continuazione, diventa noioso. Bisogna quindi usare un po´ di creatività per rendere la conversazione un po´ più interessante. La gente tende a concentrarsi di più su ciò che dici se la conversazione è più interessante. Ecco perché mi piace usare quel modo di suonare. Steve Gadd é stato, ed ancora é, uno dei miei preferiti, insieme a Dennis Chambers, e a tanti altri batteristi che hanno usato questo modo di suonare. Io ho preso da loro, e ho interpretato tutto a modo mio, con il mio linguaggio. Ecco perché ne faccio largo uso.

E´ un qualcosa che non é mai ovvio, é imprevedibile, e questo mi piace molto...

Si, imprevedibile, é esattamente cosi!

Devo dirti che questo é un aspetto che stimola molto la mia mente... Ti tranquillizzo subito, io sono un batterista e non un giornalista, quindi parliamo la stessa lingua: siamo insieme in questa piccola avventura... (a questo punto Carter scoppia a ridere in maniera fragorosa e batte il suo pugno contro il mio, in segno di approvazione, nda).

Continuiamo a parlare del tuo stile; sembra che la sua evoluzione vada di pari passo con quella del tuo suono. Di solito é un qualcosa che viene fuori in modo naturale...

Si, é proprio cosi. E´ un qualcosa che viene fuori dopo tanti anni di esperienza. Per molto tempo ho cercato di emulare il suono di altri batteristi, quello di tutti i miei eroi, come Buddy Rich, Billy Cobham, Tony Williams e Lenny White. Volevo avere il loro suono, ma non ci riuscivo, perché ottenere il suono di qualcun altro é la cosa piú; difficile del mondo. E´ il loro suono, é parte di loro e viene dalla loro personalità, ed é un qualcosa che all´inizio ancora non riuscivo a capire bene. Ma più il tempo passava e più mi accorgevo che stavo sviluppando una mia identità sonora e stilistica, proprio perché ero passato attraverso lo stile e il suono di altri batteristi. Quindi, é semplicemente successo, ed é diventato ciò che é ora. E´ una cosa bella, ma io cerco sempre di andare avanti e fare la mossa successiva, cerco sempre di evolvermi e di muovermi positivamente verso un´altra direzione. Cerco sempre di rendermi conto di ciò che mi succede intorno e non voglio mai finire per suonare in modo stagnante. Voglio qualcosa che porti la mia firma, il mio suono, ma voglio progredire e muovermi sempre in avanti. Ovviamente mi piace mantenere certe cose, proprio per farle diventare parte di una voce unica e personale.

Questo é un punto davvero interessante. Mi accorgo del cambiamento del suono a ogni nuovo lavoro della Dave Matthews Band; ciò nonostante le caratteristiche principali restano, e tu rimani sempre te stesso, mantieni la direzione giusta e ti evolvi passo dopo passo...

Si, é vero, anche io la penso esattamente cosi!

Carter Beauford

Credo che sia una grande qualità...

Sai, é un qualcosa che mi dà una grossa carica. Nel corso degli anni ho sempre ascoltato un sacco di grandi musicisti, e ognuno di loro ha la propria voce. Pensa a Pat Metheny o a Miles Davis: puoi riconoscerli immediatamente, anche se non stanno suonando il ´loro´ strumento. Un esempio classico é rappresentato da Michael Brecker; poteva all´improvviso posare il suo sax tenore e suonare l´EWI, che é uno strumento elettronico totalmente diverso, ma puoi immediatamente dire che é Michael Brecker, si sente subito. Puoi sentirlo anche con un computer, ma sai subito che é lui. Mi sono sempre detto: "Non vedo l´ora di portare il mio stile e il mio suono fino a quel punto", in modo che la gente possa sempre dire:"Questo é Carter!", anche se suono in maniera diversa o se cerco di fare qualcosa di completamente diverso da ciò che faccio usualmente. Ci lavoro sempre, cercando di arrivare sino a quel punto.

Qualche volta capita di ascoltare un demo con una traccia di batteria programmata da qualche produttore o artista, e anche da lÏ puoi risalire al responsabile...

E´ vero, é proprio cosi!

Da grande fan della band quale sono, volevo parlare di un aspetto che ho sempre notato nelle vostre esibizioni live. C´é una relazione che io definirei speciale tra te e Dave: c´é uno scambio continuo di cenni di approvazione reciproca...

Si, si, sempre...

Prima ho chiesto la stessa cosa a Dave, ma ora voglio sentire la tua versione (Carter ride forte)! E´ un qualcosa che ha a che fare con il fondersi dei vostri due stili? Che ne pensi?

E´ proprio cosi. Sai, quando la band si é formata, circa venti anni fa, io e Dave vivevamo insieme, eravamo compagni di stanza, e avevamo molto cose in comune. Eravamo davvero simili... Una cosa straordinaria. Quando l´ho incontrato, ho pensato che la nostra similitudine aveva dell´incredibile. Eravamo come due fratelli, davvero molto, molto vicini, ed é sempre stata la stessa cosa anche sul palco. Ho sempre ascoltato attentamente il suo modo di suonare la chitarra e di cantare, che ho sempre trovato davvero unici. Mi sono detto: "Wow, tutto questo é perfetto per me!", perché sono sempre stato dentro a quello stile cosi sincopato, allo spostamento del beat, a prendere l´uno per uscirne fuori, per poi rimetterlo al suo posto dopo un po´. Cerchiamo costantemente di fare queste cose, di prendere qualcosa e manipolarla per rendere la musica più interessante, e quando ci riusciamo ci guardiamo sempre e ci scambiamo il pugno. E´ una cosa molto difficile da spiegare. Devo dirti però che queste cose accadono sul palco anche con gli altri ragazzi della band; forse accadono di più tra me e Dave perché abbiamo passato molto più tempo insieme, sia a livello personale che musicale, e ci conosciamo davvero molto bene, sia sul palco che fuori dal palco. Ci piacciono e non ci piacciono le stesse cose, siamo come due gemelli, e questo mi fa una certa impressione, mi fa quasi paura (risate)! Questo é il mio modo di vedere la cosa, é sempre molto divertente, specialmente quando magari c´é una situazione problematica (a livello musicale) sul palco. E´ interessante vedere come gli altri riescono a venirne fuori, e se riescono a trasformare quel problema in qualcosa di bello, che funziona. Ultimamente ci stiamo concentrando molto su questo aspetto. A volte, da queste situazioni nascono addirittura nuove canzoni. All´inizio era più difficile, perché ci stavamo ancora conoscendo a livello musicale, ma dopo vent´anni di musica insieme si riesce a fare più facilmente, e tutto diventa più interessante e divertente. E quindi, si, quando uniamo i pugni é sempre perché é successo qualcosa di bello a livello musicale tra noi due; ci guardiamo e tutti e due pensiamo: "Ho sentito cosa hai fatto, é stato grande!", a volte lo facciamo mentre stiamo ancora suonando il pezzo, perché vogliamo che ognuno di noi due sappia che ci é piaciuto molto ciò che ha fatto l´altro. Poi, quando il pezzo é finito, ci scambiamo il pugno chiuso, come per dire: "Facciamolo ancora!". E´ troppo divertente, e io amo ogni singolo istante di queste situazioni. Abbiamo iniziato a fare queste cose vent´anni fa, ed é stato come veder crescere un bambino;abbiamo gettato un piccolo seme, l´abbiamo visto germogliare e stiamo assistendo alla sua crescita, e non credo che abbia ancora raggiunto la sua maturità. Sentiamo che non ci siamo nemmeno vicini, che abbiamo ancora tante cose da fare e che ci vorrà ancora tanto tempo, ed é una sensazione bellissima. Sento che la strada é molto lunga e che dovranno ancora accadere tantissime cose a livello musicale, e penso di parlare anche a nome degli altri ragazzi, che la vedono allo stesso modo. Vogliamo prenderci tutto il tempo che serve e lasciare che questa situazione diventi matura per arrivare al punto in cui tutta questa grandezza possa esplodere. Ci sono ancora un sacco di belle cose che stanno per accadere, stiamo solo grattando la superficie.

Carter Beauford

Mi fa molto piacere sentirtelo dire... Cambiamo argomento: voi siete molto famosi negli Stati Uniti e gran parte del vostro successo é dovuto al fatto che avete sempre suonato tantissimo dal vivo; un po´ meno in Europa, dove avete suonato poco. Detto questo, vi vedremo suonare un po´ di più da queste parti?

Si, assolutamente. Nei due tour passati abbiamo suonato in qualche città europea e abbiamo voluto tastare l´acqua per sentire com´era, e la risposta é stata davvero buona. Questo tour per noi é tuttora il migliore, perché é più vasto dei precedenti: abbiamo voluto inserire più date in Europa; la risposta é stata incredibile e noi non ce l´aspettavamo proprio. Ci siamo detti: "Qui sta succedendo qualcosa" e abbiamo deciso di premere di più in questa direzione, di spingere la cosa più che possiamo, e probabilmente la situazione diventerà simile a quella che c´é ora negli Stati Uniti. Abbiamo delle buone ragioni per credere che sarà cosi, dobbiamo concentrarci maggiormente sull´Europa e darle tutta l´attenzione che merita, cosi come abbiamo fatto anni fa negli Stati Uniti. Ci vorrà un sacco di lavoro, ma se vuoi ottenere qualcosa di buono é cosÏ che funziona. Noi siamo pronti alla sfida, qui abbiamo incontrato un sacco di persone, abbiamo tanti fan veri...

Sono sicuro che vincerete questa sfida...

Oh, si, anch´io! Abbiamo avuto un grande feedback e la nostra base di fan sta crescendo sempre di più. Il passaparola é stato, ed é ancora, incredibile. Tanta gente é venuta a vedere i nostri concerti e ha passato parola ad altre persone, quindi abbiamo un sacco di gente che lavora per noi, i nostri fan! Vedrai, andrà bene!

E il fatto che siate famosi negli Stati Uniti anche per la vostra costante presenza live credo sia una cosa molto importante, specialmente in questo momento che stiamo vivendo, in cui la gente diventa famosa senza avere alcuna preparazione e senza avere le basi necessarie per poter durare... La gente dovrebbe prendere esempio da band come la vostra.

Giusto! Sono d´accordo con te. Questa é la chiave di tutto, ed ecco perché vogliamo venire qui e suonare più di quanto abbiamo mai fatto prima. Ci sono un sacco di band che vengono fuori come un lampo di luce nella notte e che poi durano pochissimo, e io penso che accada perché non hanno seminato e lavorato nel modo giusto. Devi suonare e dare il meglio di te stesso, devi fare un lavoro di semina e devi fare dei sacrifici, solo allora tutto questo alla fine potrà pagare e dare i suoi frutti. I fan sentiranno la tua motivazione, ti faranno sentire meglio e diventeranno fan devoti.

Carter Beauford

Carter, torniamo al nuovo CD; so che é stato registrato principalmente in due fasi, durante lo scorso anno e all´inizio di quest´anno. Com´é andata esattamente? Sono state due sessioni diverse, sotto molti punti di vista?

A dire la verità, ci sono state tre diverse sessioni di registrazione. La prima volta mi sono visto insieme a Dave: lui mi ha mostrato alcune delle idee che aveva e me ne sono subito innamorato. Questo é accaduto nel nostro studio a Charlottesville, in Virginia, dove abbiamo fatto le prime jam e abbiamo preso contatto con le sue idee, per vedere cosa ne veniva fuori. C´era anche Leroi e, insieme, abbiamo iniziato a giocare un po´ e a mettere sotto esame tutte le idee che avevamo. Successivamente siamo andati a Seattle, e abbiamo messo insieme un po´ di cose, ed é li che tutto ha iniziato a decollare veramente. Ci siamo accorti di avere un sacco di roba buona su cui lavorare. Abbiamo dato molto spazio alla creatività, alla scrittura e alle jam tra di noi, portando le canzoni al punto in cui erano pronte per essere registrate. Eravamo davvero in grande sintonia; a quel punto ci siamo trasferiti a New Orleans, abbiamo suonato le canzoni tutti insieme nella loro completezza e le abbiamo infine registrate. A quel punto c´era anche Rob Cavallo, che ha messo la sua magia nei nostri brani, e - tutto a un tratto - avevamo il disco in mano. C´erano delle ottime persone che lavoravano per noi e che andavano tutte nella stessa direzione; tutti, anche i cuochi in cucina hanno formato questo muro e sono stati testimoni dell´evoluzione del lavoro nei mesi in cui siamo stati li. Tutti hanno assistito alla creazione e allo sviluppo di questi brani, che alla fine hanno formato un unico grande lavoro musicale da presentare al mondo intero. E´ stata una cosa incredibile, ognuno ha messo molto di sé in questo cd, e questo lo puoi sentire quando lo ascolti. I fan non saranno mai ingannati dalla nostra musica: abbiamo dato tutto quello che avevamo per realizzare questo lavoro. Qui si parla di noi, del nostro cuore e di tutto ciò che abbiamo passato negli ultimi vent´anni. Puoi sentire tutto questo nella nostra musica: puoi sentire Charlottesville, puoi sentire Seattle e sicuramente New Orleans. Puoi sentire il nostro amico Leroi, che é da poco scomparso, anche lui é in questa musica. Puoi sentire gli alti e bassi di tutto ciò che abbiamo passato insieme, ci puoi trovare tutto questo. Un´altra cosa che mi ha impressionato molto é stato il lavoro che ha fatto Dave per la copertina. E´ semplicemente incredibile. Quando l´ho visto per la prima volta sono rimasto sbalordito, perché ho immaginato il tempo e l´impegno che ci deve aver messo per realizzare quei disegni fantastici. Secondo me ci sono voluti giorni, settimane, forse anche di più, per realizzare ciò che appare come una vera storia. Se lo guardi con attenzione mentre ascolti la musica del cd può davvero portarti lontano; é un aspetto fantastico di questo nostro cd. Ma voglio ancora insistere su questo: non é tutto... Vedrete quante cose accadranno ancora!

Grande!

Come ti dicevo prima, stiamo solo toccando la superficie e molte cose verranno ancora. Sfortunatamente, siamo dovuti per forza passare attraverso l´amarezza della perdita del nostro amico Leroi, ma qualche volta é cosi che vanno le cose. Qualche volta ti svegli e vedi la luce. Quando succedono cose di questo tipo passi attraverso tanti momenti incredibili che ti permettono di capire tanto; devi passarci per forza per capire, e credo che noi abbiamo finalmente capito alcune cose. Vedrai, c´é ancora tanto da dire...

Dal mio punto di vista trovo molto interessante vederti suonare con la sinistra sullo hi-hat e sul ride, su un set da destro, forse perché ho la stessa impostazione...

Ah, questo si che é interessante...

A volte ti vedo fare una cosa ancor più interessante, cioé incrociare le braccia.

Esatto! Si, qualche volta lo faccio...

Carter Beauford

Come per esempio su "Crush";il punto é che tutto rimane comunque sempre molto interessante, il fraseggio in particolare...

Ecco, si, il fraseggio é una cosa a cui tengo molto, forse quella più importante. A volte, quando incrocio le braccia, vedo e sento cose totalmente diverse e lontane dallo stile open handed. A seconda di ciò che voglio dire in quel particolare momento, decido di suonare a braccia aperte o incrociate. Ho una struttura di base e, a seconda del pezzo che devo suonare, uso uno dei due stili. Oltre a "Crush", incrocio le braccia anche su "Pig"...

... e anche su "Stay"...

Esatto! Puoi davvero capire su quale canzone incrocio le braccia. Succede ogni tanto, quando voglio fare qualcosa di veramente diverso. Dipende da come mi sento e da ciò che voglio esprimere. Quando incroci le braccia c´é tutto un altro feel. Potrei anche farlo su ogni canzone, ma preferisco suonare nel mio stile.

Può anche essere che alcune cose ti vengano naturalmente a braccia incrociate piuttosto che a braccia aperte?

Si, certo. Ma ti ripeto, é tutto basato sul feel. Qualche volta é anche perché alcune cose mi vengono più facili in quel modo. Se prendiamo "Pig", per esempio, devo dirti che le sincopi di quel groove mi vengono molto più naturali se incrocio le braccia, anche se posso farle comunque anche con le braccia aperte. Forse a volte avviene perché sono molto pigro (grandi risate)! E´ molto divertente fare un po´ di casino con queste cose, é l´aspetto magico dell´essere musicisti. Andare alla ricerca della sfida più grande che esiste per riuscire a essere creativi, credo che questa sia la cosa più importante. Cercare di capire quanto puoi essere creativo e risultare interessante per chi ti ascolta, e soprattutto per te stesso, per non annoiarti. La noia é una cosa che mi fa diventare matto; devo dire però che in questa band non ho mai il tempo di annoiarmi, proprio perché a livello musicale succedono cosi tante cose belle che non si ha proprio il tempo di distrarsi. Basta che stia insieme ai miei fratelli della band e tutto va bene.

Carter Beauford

Ti accade qualche volta di vedere un batterista che suona in modo tradizionale, a braccia incrociate, di restare affascinato da quel tipo di idee e di stile e di cercare di trasportarle all´interno dello stile a braccia aperte, per cercare di uscirne fuori con qualcosa di nuovo? A me accade spesso...

Si, praticamente sempre. E´ una parte molto importante di ciò che facciamo, perché senti e suoni in un modo completamente diverso. Quando suono a braccia aperte, la mia mano destra ha il ruolo del solista, perché posso andare su qualsiasi tom o piatto, e posso suonare ciò che voglio, mentre la mano sinistra può continuare a suonare lo hi-hat o il ride, e il rullante allo stesso tempo. La mano destra mi serve anche per gli accenti sugli splash, per esempio, o su altri componenti del set, magari senza suonare cose incredibili, ma solo per mettere in evidenza certe parti. Questo é il motivo che tanti anni fa mi ha portato a cambiare e a suonare nello stile open handed, perché mi faceva sentire bene e perché mi permetteva di fare molto di più. Posso ancora suonare a braccia incrociate, richiede molto lavoro in più, ma sicuramente ti apre delle porte nuove per ciò che riguarda la creatività, proprio perché ti fa sentire in maniera differente, e tutto sembra diverso. Qualche volta, quando suono a braccia incrociate, mi sembra quasi di non suonare, é come se fosse un altro batterista a suonare!

E´ come un´esperienza al di fuori del proprio corpo...

Si, é vero, é proprio quello che stavo pensando! Ed é proprio quello che si prova. Ti mantiene in vita e ti fa essere onesto con te stesso, evitando di farti cadere su un binario. Perché é proprio questo il rischio che si corre; si finisce col suonare sempre le stesse cose, con lo stesso stile in ogni canzone. Poi all´improvviso incroci le braccia e dici: "Ah, ok!". E puoi davvero sentirlo, puoi davvero sentire tutta la differenza.

Carter, io spero davvero che possiate pubblicare qualcosa in dvd da questo tour: sono curioso di sentirvi in concerto, perché il nuovo cd é uno dei miei preferiti, insieme a Before These Crowded Streets...

Credo che tireremo sicuramente fuori qualcosa da questo tour europeo, proprio perché non l´abbiamo mai fatto e perché ora la band suona come non ha mai suonato prima; funziona alla perfezione ed é a punto come non lo é mai stata. Abbiamo fatto dei bei concerti in Inghilterra, in Francia e, l´altra sera, a Montreux. Si, vedrai che qualcosa verrà fuori...

E, vi prego, non fateci aspettare ancora cosi tanto tempo per un nuovo album...

(Risate) Guarda, come ti dicevo, l´altra sera abbiamo suonato al Montreux Jazz Festival ed é stato un grande concerto: so che é stato registrato in HD, video e audio; ho avuto occasione di guardarne un pezzettino e - ti assicuro - era assolutamente incredibile, e il suono era immacolato, perfetto.

Vogliamo vederlo!

Tutti vogliono che esca! Ho parlato con i ragazzi: possediamo tutti i diritti delle immagini e della parte audio, e questa é una buona cosa, perché possiamo pubblicare quelle cose quando e come vogliamo. Sono sicuro che quel concerto verrà pubblicato.

Carter- SET UP -

BATTERIA & HARDWARE

Yamaha:
- cassa 20" x 18"
- tom 8" x 8", 10" x 9", 12" x 10"
- timpani 14" x 12", 16" x 16"
- rullante Yamaha(Prototipo) 14" x 6,5"
Doppio pedale DW 9002 Series
DW Hardcore Beaters
DW 9000 Hi-Hat Stand
DW Kick Drum Trigger
Rullante Purple Titanium Dunnett 10" x 6"
Timbale Titanium Dunnett 13" x 7"
Timbale LP
Hand Percussion Remo

PELLI

Remo Clear Emperor sopra Ebony Ambassador
Powerstroke 4 Kick Drum

BACCHETTE

Pro-Mark Carter Beauford Signature Series Hickory 5AB

ELETTRONICA

Hart Electronic drum pads and triggers

PIATTI

Zildjian:
- 14" K Dark Crash Medium Thin
- 20" A Custom Flat Ride
- 20" A Projection Ride
- 13" Hi-Hats (K Dark Custom Top & Z Dyno Beat Bottom)
- 6" Zil-Bell
- 18" K Dark Medium Thin Crash
- 17" K Prototype
- 10" A Custom Splash
- 19" K China sopra un 20" Oriental Classic China
- 8" A Splash sopra un 10" K Splash
- 9" Oriental Splash
- 20" Crash of Doom
- 14" K China com 4 rivetti
- 18" K Prototype
- 14" ZXT

BIOGRAFIA

La storia di Carter Beauford inizia una sera, quando il padre, non riuscendo a trovargli una babysitter, decide di portarlo con sé ad assistere a un concerto di Buddy Rich. Carter ricorda di aver deciso in quel momento che suonare la batteria era tutto ciò che avrebbe voluto fare per il resto della vita. Il padre di Carter era un trombettista, e lo ha ispirato enormemente nella scelta di intraprendere la carriera di musicista.

Nato a Charlottesville, Virginia, Beauford ha suonato professionalmente per la prima volta all´età di nove anni, in un gruppo di matrice fusion guidato da Big Nick Nicholas.

Molto importante é stata la sua militanza in un gruppo fusion chiamato Secrets (in questo stesso periodo ha inoltre rivestito il ruolo di batterista per uno show del pianista Ramsey Lewis, per il network televisivo Bet on Jazz), proprio perché uno degli spettatori più assidui dei loro concerti era proprio Dave Matthews, che di li a poco avrebbe coinvolto sia Beauford che Leroi Moore (sassofonista della band) nello sviluppo di un po´ di materiale che aveva scritto. Carter ricorda di aver trovato subito molto interessante la musica di Matthews e di essere rimasto affascinato dal modo in cui scriveva.

Prima di accorgersene erano già in studio (insieme a un giovanissimo Stefan Lessard) per le registrazioni di alcuni pezzi che avrebbero poi fatto ascoltare solo agli amici, per verificare le reazioni e le opinioni delle persone coinvolte. Ovviamente, fu subito un successo, e da li in poi é la storia a raccontare il percorso e le gesta di una delle band più famose e originali del pianeta: la Dave Matthews Band. Quando l´attività live della DMB si é intensificata, Beauford ha abbandonato il lavoro di batterista per Bet on Jazz. Negli anni seguenti, Carter Beauford ha partecipato alle registrazioni di alcuni album con artisti che rispondono ai nomi di Santana, John Popper, Victor Wooten e Robin Andre.

DAVE MATTHEWS PARLA DI CARTER BEAUFORD

In occasione della conferenza stampa organizzata con Dave Matthews, ho avuto la possibilità di chiedergli qualcosa riguardo all´incredibile intesa che c´é tra lui e Carter Beauford. A Dave, come in preda a un improvviso risveglio, si sono riempiti di luce gli occhi e mi ha risposto in questo modo...

"Devo dire che in occasione di questo nuovo album, ma anche per altre cose che abbiamo scritto in passato, alcuni brani sono stati creati proprio pensando a come li avrebbe suonati Carter, e sono nati dalle improvvisazioni che abbiamo fatto insieme in altre occasioni. Sono sempre molto eccitato nel pensare alle interpretazioni di Carter mentre scrivo i miei brani. Credo che un grande esempio di ciò di cui parliamo é rappresentato da una delle nuove canzoni di questo album, che si intitola ´Seven´. E´ un pezzo molto complicato, per via dei cambiamenti di tempo, ma lui ha reso tutto cosi fluido, rendendo la musica talmente chiara da farti venir voglia di ballare, invece di complicarla ulteriormente. E´ un musicista molto intelligente ed é un artigiano del proprio strumento. Ci sono molti musicisti in grado di mostrare tutto quello che sanno fare, ma non ce sono molti che sono in grado di farti capire ciò che stanno facendo".



Conception by Corsina Andriano (Con-Fusion) and Rodrigo Simas (DMBrasil). Layout and pictures by Rodrigo Simas. Original interview in italian by Roberto Baruffaldi. Translation to english by Benedetta Copeta, Carla Melis and Riccardo Ranzato (Con-Fusion). Translation to portuguese by Nathalie Colas (DMBrasil). Translation to spanish by Miguel Angel (DMBLA). Translation to french by Paul Hebert (Proudest Monkeys). Programming by Leonardo Soares (DMBrasil). Special thanks to Corsina Andriano and all the Con-Fusion staff & to Miguel Angel from DMBLA.

Con-Fusion DMBrasil DMBLA Proudest Monkeys